Senza sosta alla ricerca di nuove esperienze, senza la possibilità di arrestarsi, con l'illusione di essere immortali e la certezza di bruciare il tempo.
La paura della morte aumenta la gana di ficcare.
Disiatoriso
Il mio giardino
Libri in prestito
Sky Tg24
Terzapalmaadestra
Zio Burp
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No.
Carmen, nessuna delusione. Vero?
Il forfait improvviso di Paolo ha complicato le cose.
10 ore per rimediare.
Una corsa contro il tempo.
Come sempre capita a John McClane.
Ardito paragone.
Un sms.
Per Katya.
Una fanciulla molto giovane. Molto.
So che tu adori svezzare ragazze inesperte, condurle nei sentieri del sesso saffico.
Mi rispondi in meno di un minuto.
Vuoi una foto via mail.
Era già pronta, previdente.
Devo solo spostare il cursore su send e premere.
Replichi come previsto.
Vuoi solo sapere quando e dove.
Stasera. Ti chiamo per i particolari.
Ok.
Hai la voce eccitata.
Sì, lo so. Carmen è molto attraente.
Voglio farle una sorpresa.
Andremo in motel. Tu dovrai prendere una stanza separata.
La benderò. Tu ci raggiungerai.
Non male come programma. Concordo.
A stasera.
Lui ricorda tutto.
Il giorno.
6 dicembre.
L'anno.
Fra la Spagna e il Messico.
Dopo Rossi. Prima di Lineker.
Lui ricorda la città.
L'indirizzo.
Il numero civico.
Il piano.
Nove e sei, rispettivamente.
Due anni e mezzo dopo il primo giorno di scuola.
Nel corso del primo appello.
La prima ora.
Si spalanca la porta ed entri trafelata.
E una vita cambia in quell'istante.
Radicalmente.
Una vita di bambino grassoccio, timido.
Irrimediabilmente cambiata.
Oddio.
Non solo la sua vita.
La popolazione maschile della classe, compresi i tre ripetenti, resta abbagliata.
E tutti, a turno o sovrapponendosi, proveranno a conquistarti.
Proveranno.
Vanamente.
Per due lunghi anni tutto sarà vano.
Il bambino grassoccio adesso è un ragazzo.
Si vanta di essere il più alto della classe, ignorando il fatto che la sua altezza non varierà ulteriormente.
Ed è sempre innamorato di te.
Lo è fin da quel giorno. Dal primo giorno.
Con i modi stupidi di quell'età riesce a vincere la timidezza, a parlarti.
Come sempre farà con le donne, nel prosieguo della sua vita, ha stabilito con te un rapporto invidiato da tutti.
E' diventato tuo amico. Siete diventati amici.
No, non ti confidi con lui.
Lo sai perfettamente che è perdutamente innamorato di te.
Ha scritto poesie per te
Ti ha telefonato e, tacendo, ti ha fatto sentire canzoni che avrebbe voluto comporre per te.
Ti ha spedito cartoline dalle vacanze.
Ad un certo punto, chissà perchè, qualcosa in te è cambiata.
Forse la sua perseveranza.
No, nessuna insistenza.
Perseveranza.
Adorazione.
Sguardi colmi di amore.
E che durante quella sera, a casa tua, per la festa del tuo compleanno, i tempi fossero maturi lo avevano capito tutti.
Anche gli amici invidiosi del ragazzo grassoccio.
Che, potendo, lo avrebbero ucciso per questo.
E invece, come in una sorte di rituale, hanno lubrificato l'avvenimento.
Hanno aiutato il destino.
Sono intervenuti, come moderne divinità, modificando il ruotare di una bottiglia per favorire un primo accostamento delle vostre labbra.
Breve.
Ma infinitamente lungo rispetto agli altri baci estratti a sorte.
Sono intervenuti spiegandoti come soffriva, rannicchiato sul balcone, nonostante il freddo, scosso dai
singhiozzi per i motivi che tu sai.
Sono intervenuti lasciandovi soli su quel balcone.
Lui forse non ce l'avrebbe mai fatta.
E allora lo hai baciato.
Come tu avevi già fatto nella tua vita.
Come lui non aveva mai neanche immaginato nella sua.
E lo hai baciato ancora.
E anche lui, attento studente, ha imparato. E ti ha baciato.
La festa è andata avanti per inerzia.
I balli erano per gli altri.
Giusto qualche lento, per consentire ai vostri corpi di non prendere le distanze.
E ancora baci.
Un profumo.
Il tuo.
Che per lui sarà sempre Il Profumo.
Un profumo che quella sera si è fissato sul labbro superiore. Vicino alle narici.
E che lui continuerà a sentire e ricondurre a te per tutta la vita.
"You didn't want a blowjob so the least I could do is get you a tie".
Mira Sorvino, Mighty Aphrodite
Il problema non si pone.
Io ho davvero tante cravatte nel mio armadio.
Abbiamo fatto l'amore quasi tutta la notte nel letto degli ospiti di Gav. Solo volendola, morendo dalla voglia di lei, all'apparenza distrutto al di là dello sfinimento, ma di lì a poco arrapato di nuovo.
L'esperienza m'insegna che questo non ha niente a che vedere con l'amore o con le emozioni, ma è solo la reazione di due corpi che non si conoscono, l'uno in presenza dell'altro.
Che se ne andrà come è venuta.
Ma in culo l'esperienza.
"a xxx in via yyy 86 gang bang con maria una coppia dalle mille risorse per prenotazioni infoline: zzz 123 456789"
Maria? Una coppia? Infoline?
E perchè non un numero verde?
Ma è una singola? O sono due singole?
O coppia è un doppio senso per sottolineare la prosperità?
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"SE SEI UN CARABINIERI GIOVANE E TRASGRESSIVO TI ASPETTO .......
SONO UNA BELLSSIMA TRAV MOLTO FEMMINILE .....
RISPONDO SOLO A CHI MI INVIA FOTO IN DIVISA E DECISO"
Carabinieri? Tradisce il desiderio di ammucchiata...
Foto in divisa.
A Carnevale.
E' del tesserino che dovresti chiedere la foto.
Venerdì pomeriggio.
Una telefonata.
Una proposta.
Ricevuta.
Potremmo vederci mercoledì sera.
Sì, certo, sei sempre fidanzata ma lui quella sera non c'è.
Eppoi non credo che potremmo semplicemente bere qualcosa insieme?
Sì, lo credo.
E per me va bene.
Mi dai una conferma martedì.
Ottimo.
Martedì sera.
Una telefonata.
Un dubbio.
Non sai ancora se domani sera potremo vederci.
Quando mi hai chiamato eri al secondo giorno del ciclo.
Non pensavi che ancora oggi...
E invece sì.
Ci sentiamo domani mattina dopo che avrai valutato la situazione.
Cosa mi sfugge?
Tardo pomeriggio.
Donne sciamano fuori dagli uffici.
Le incroci sul marciapiede.
In metropolitana.
O in tram.
Odori diversi.
Profumi che si distinguono.
Persistenti.
Intensi nonostante siano stati diffusi diverse ore prima. O forse frutto di "richiamini".
Scatenano la sindrome del pifferaio magico.
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La Libreria del Giallo chiude.
Tante volte ho rimandato la visita.
Tanto prima o poi... C'è tempo.
Invece gli eventi accadono. Non annunciati.
Ed il tempo non basta.
Piccola. Polverosa. Così diversa dalle grandi catene, tutte sconti e promozioni.
I clienti, qui, si conoscono fra loro.
Danno del tu ai proprietari.
Mangiano insieme una fetta di torta.
Disquisiscono di trame, di autori, di podcast dedicati ai libri
Avido, come una spugna cerco di assorbire.
C'è ancora il tempo per altre visite.
Poche, purtroppo.
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I due di picche, non sono quasi mai originali.
E lo sono ancora meno quando sono inventati di sana pianta.
E' rientrato prima del previsto dal viaggio di lavoro, scusa ma dobbiamo rimandare.
Ho l'influenza (il raffreddore, l'otite, il mal di gola, la cervicale, mal di stomaco; il mal di testa no...quasi mai; fa troppo vignetta umoristica)
Sono indisposta (ho il ciclo, ho le mestruazioni, sono in anticipo; vediamoci lo stesso...in qualche modo ovvieremo al "problema"; no, non mi sento a mio agio, non mi sembra giusto, ho il flusso abbondante...)
Sono senza auto.
Un impegno tanto improvviso quanto imprevisto.
Ho fatto incazzare i miei e non mi fanno uscire.
Da stasera il mio ragazzo dorme da me perchè i suoi non ci sono.
La mia nipotina ha la varicella e devo farle compagnia.
Cristina invece non inventa. So che è sincera.
Per questo rimango allibito quando mi dice che è appena stata del veterinario.
No, non per la sua gatta. Ma per un gatto randagio che bazzica nei giardini della società per la quale lavora.
Uno dei tanti.
Il più malconcio.
Quello col muso sempre gonfio.
Quello aggressivo che per prenderlo ha dovuto utilizzare una gabbia-trappola.
Il veterinario gli ha cavato un paio di denti. Erano quelli il problema.
E domani sera non potremo vederci perchè dovrà fare un salto a vedere come sta.
Ché non può portarlo a casa perchè litigherebbe con la sua gatta.
Le spiace. Aveva voglia di vedermi.
Dimenticava: conosco mica qualcuno che adotterebbe un gattino che è stato investito ed è diventato incontinente?
Qualcuno ha creduto che davvero io avessi esordito in quel modo, alla macchinetta del caffè.
Lasciando attoniti colleghi e colleghe.
Qualcuno che non mi conosce lo ha creduto.
Poco male.
Qualcuno che mi conosce lo ha creduto.
E questo mi stupisce.
La realtà.
La fantasia.
Ciò che accade.
Ciò che potrebbe accadere.
Ciò che accade è che Carmen è una splendida diciottenne.
Piccola di statura.
Carnagione scusa.
Origini sudamericane tradite dalla forma spigolosa del viso.
Dal taglio degli occhi.
Castani. Penetranti.
In grado, più o meno consapevolmente, di mettere un uomo in ginocchio.
Il seno piccolo, il ventre piatto.
Cio che accade è che con Carmen ci sono stati parecchi incontri.
Ore rubate alla scuola.
Ore rubate al lavoro.
Ore di piena soddisfazione reciproca.
Ritengo. Presuntuoso.
Ciò che accade è che con Carmen alcune fantasie, fin lì solo immaginate o appena bozzate, sono diventate realtà.
Alcuni le chiamerebbero perversioni.
Senza neanche saper definire cosa è perverso.
Cosa è diverso.
Cosa è normale.
Cosa è regolare, fattibile.
Cosa non lo è.
Ciò che accade è che Carmen ha curiosità figlie della giovane età.
Ed una propensione a soddisfarle priva di ipocrisie.
Carmen non dice mai 'no'.
Ciò che accade è che Carmen scatena in me il desiderio di soddisfarla.
Di stupirla.
Di incuriosirla, prima, e iniziarla, poi.
Di rompere ogni sua verginità.
Verginità di luoghi, di situazioni
Ciò che accade è che prometto una sorpresa a Carmen.
Due persone si dedicheranno al suo piacere.
Qualcuno mi affiancherà nell'adorazione del suo corpo.
Nel darle piacere.
E nel chiederglielo.
Ciò che accade è che Carmen vorrebbe almeno sapere il sesso dell'altra persona.
Avrà due uomini tutti per se?
Avrà due cazzi che la prenderanno? Saranno due, almeno due, le eiaculazioni che dovrà in qualche modo provocare?
O ci sarà una donna.
Una donna da leccare, per la prima volta.
Una donna da baciare e che la bacerà.
Tette da accarezzare.
Forse inediti orgasmi.
Ciò che accade è che non voglio rovinarle la sorpresa.
Entreremo in motel.
Io e lei.
Nel solito motel.
La benderò.
E la terza persona ci raggiungerà.
Ciò che accade è che la terza persona si chiama Paolo.
Ciò che accade è che Paolo si infortuna la sera prima.
Ed io non voglio deludere Carmen.
Dove ci siamo conosciuti?
In quale angolo della rete?
Su quale messaggeria?
Attraverso quale commento in quale blog?
Io non ricordo.
Per me sei solo un nick, perennemente offline, nel sistema di instant messaging.
Poi, oggi, mi scrivi.
Presuntuoso.
No, non scrivi a me. Scrivi a tutti i tuoi contatti. Informandoci del cambio del tuo indirizzo mail.
La cronologia delle nostre precedenti discussioni non mi fornisce indicazioni sufficienti a stimolare un ricordo, un'immagine.
Nessun indizio.
Nessun dubbio.
Comunque.
Se sei presente nella lista dei miei contatti...un motivo ci sarà.
E sarà sicuramente un valido motivo.
Aggiungo il tuo nuovo contatto.
Vedo la tua foto.
Avevo ragione. La tua presenza nella lista non poteva essere immotivata.
Capelli neri, lunghi, ricci.
Un bel viso.
E' un primo piano. Non posso valutare oltre.
Ti scrivo.
Bleffo.
Nessun indugio.
Come se sapessi perfettamente chi sei.
Solo che neanche tu ti ricordi chi io sia. E lo ammetti.
Ed allora il gioco lo conduco io.
Come fai a non ricordarti di me?
Come fai a non ricordari dell'intrigante proposta che ti avevo fatto?
No, non ricordi...e allora te la ripeto
Come sempre, come quasi sempre, è una proposta molto altruista.
Chissà se davvero era ciò che ti avevo proposto la prima volta.
Tentenni. E' evidente.
Vuoi una foto, certo.
L'esperienza mi insegna che siamo a metà del percorso.
Se fossi lontanamente simile a George Clooney, saremmo già al 95% del percorso.
Se fosse un film, potresti vedermi ballare il tip tap, in sovraimpressione, come l'avvocato Billy Flynn in Chicago, durante l'arringa.
Credo abbia superato questo primo esame...perchè adesso mi chiedi dove avverrebbe l'incontro.
Come avverrebbe.
La metà è vicina.
Posso vederla.
La sento.
Così come sento l'erezione pulsare nei mie pantaloni.
Il tip tap assume un ritmo sincopato.
Il luogo dipende dall'orario in cui ci vedremo.
Se ci vedremo.
Il "come" è un discorso lungo.
Che ti descrivo dettagliatamente.
Sottolineando i particolari e le angolazioni che non possono lasciarti indifferente.
E indifferente non resti.
E' quasi ora di pranzo.
Ci ritroviamo qui fra un'ora?
Sì, Kris.
Ci scambiamo i numeri di cellulare?
Sì, Kris.
Potremmo vederci intorno alle 15?
Sì.
Il balletto culmina nell'inchino finale.
Certo Kris.
...e al posto del prossimo puttan tour, tutti a casa tua!
oggi
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"io e mia nonna scopiamo"
"liquido prostatico e sesso orale"
"mi rilasso quanto mi tocco i testicoli"
"motel adatto pissing"
"orgasmo in macchina dove venire?"
"piano mi fai male travesta"
"pompino a letto da vicino"
"video porno biondina scopata da uomo pelato"
"voglio venire tanto sesso"
"te lo dico io perchè non sei venuta"
"ti sfilo la cravatta"
"prego me lo lecchi"
"quando la tua ragazza la da ad un altro"
"quando mi tocco e raggiungere l' orgasmo mi viene da fare la pìpì?"
"reggiseno bocca dietro mano labbra lingua sapore duro"
"schiena contratta"
"scopami mentre faccio pipì"
"scopato da mio zio"
"la posizione giusta per venire l'orgasmo femminile"
"giochi auto da parcheggiare"
"il bocchino di valentina"
"come eccitare partner telefonicamente"
"addolcire lo sperma"
"pipi nel perizoma dalla paura"